Metafora - Sul fondo - Seconda raccolta




Metafora

Nel Giardino di Dio,
un fiore nasce
metafora
di un bimbo ricurvo,
che nel labirinto
dei suoi giorni
cresce traballando
all’ombra di suo padre,
in un immenso viaggio
verso il sole.



Trinità - Sul fondo - Seconda raccolta


La Trinità


Tre sono i miei IO.
Tre creature distinte,
lontane una volta,
ora vicine e inconsuete.

Di una ne vedo le ali
e la sensibilità infinita.
Salvatrice degli uomini
e di me stesso.

Di un’altra scorgo il cuore
mosso, sfocato, distratto.
Tiepido al tatto,
ruvido sotto la matita.

Della terza
posso dire che non è umana:
è il cane nero dei giorni bui.
Il divoratore di vita,
primitivo mutaforma
dall’aspetto indecente.

Chi scrive è tutto
e nessuno al tempo stesso,
in un equilibrio sempre più precario
tra le parti.



Senza Pelle - Sul fondo - Seconda raccolta




Senza pelle

Della pelle
non ho mai avuto l’ombra:
degli occhi me ne servo come il tatto
e ogni immagine a me vista
scotta e brucia senza spegnersi.

Non ho meta:
nel giorno creo l’inafferrabile,
privo di particelle misurabili.

Della pelle
non ho mai avuto l’ombra,
ma nell’ombra mi sono avvolto,
come il freddo sasso,
come il giorno mai ricordato.

Introvabile.



Lettera 8 - Sul fondo - Seconda raccolta




Lettera 8

Imparai ad essere
spettatore di me stesso.

Il dubbio,
il timore
inclinò l’espressione
del mio volto.

Tiepida dimora:
senza lei
ospito un corpo vuoto.



Luci riflesse - Sul fondo - Seconda raccolta




Luci riflesse 

In un momento
imprecisato
vidi apparire
note di piano
dolci
e armoniose,
punti di luce squadrati.
Immagini del mio tempo
con voi.